Bitgrail contro Nano: Furto Colpa Dei Bugs. La Replica: Falso, Ecco Gli Screenshots

Bitgrail contro Nano: Furto Colpa Dei Bugs. La Replica: Falso, Ecco Gli Screenshots

Il furto è avvenuto sull'exchange italiano gestito da Bitgrail Srl. L'ammanco è stato denunciato il  9 Febbraio 2018 dalla stessa Bigtrail. Il team Nano, in seguito alle accuse di bug mosse alla sua criptovaluta, ha divulgato uno screenshot delle conversazioni intercorse con il numero 1 di Bitgrail e due sviluppatori del team Nano.

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La Bitgrail srl, tramite il suo rappresentate Francesco Firano (detto The Bomber), in una intervista al Cointelegraph  ha declinato inoltre ogni responsabilità o negligenza riguardo il furto, puntando il dito contro gli sviluppatori di Nano (XRB);  secondo Firano, alla base del furto ci sarebbero due bug nel software Nano, dei quali uno permetterebbe di spendere due volte lo stesso token, il secondo riguarderebbe il block explorer di Nano, il quale, essendo”fallato” e non rileverebbe appunto la transazione duplicata, non lasciando alcuna traccia sulla blockchain.

Dal canto suo, rimbalzando al mittente le accuse ,il Team Nano ha fatto sapere di avere sufficienti elementi che evidenziano la responsabilità di Francesco Firano

Firano il quale sarebbe stato a conoscenza dell’ammanco per un periodo di tempo che precede di molto la denuncia di Bitgrail alle autorità competenti, divulgando inoltre il contenuto della chat originale intercorsa con gli sviluppatori; il documento originale filtrato mostra la conversazione intercorsa tra Zack Shapiro, Colin LeMahieu e appunto Francesco “The Bomber”,  il quale rivela di essersi accorto dell’ammanco. Potete visualizzarlo al seguente link.

https://www.dropbox.com/s/3g38y67luolfvqs/Colin_ZS_Bitgrail_chat_log.pdf?dl=0

Firano ha inoltre dichiarato che è impossibile risarcire le vittime del furto al 100%

dato che Bitgrail avrebbe nel sistema soltanto 4 dei 20 milioni di XRB. Inoltre, i prelievi  duplicati effettuati in eccesso, sarebbero difficili da idenfiticare proprio perchè, non essendo Bitgrail soggetto alle normative antiriciclaggio, non è obbligata a sottoporre i propri prelievi alla procedura di identificazione dei clienti (KYC). Nel frattempo, tutti i conti su Bitgrail restano congelati.

Se da una parte, perlomeno in tempi recenti, molti utenti di Bitgrail avevano lamentato  l’inesistente supporto tecnico durante il mese di Gennaio e delle crescenti difficoltà di prelievo, d’altra parte non è la prima volta che Nano incontra problemi con gli exchange, dato anche  con Mercatox c’erano stati dei problemi di supporto clienti verso fine 2017. E che comunque, tanti utenti su Reddit, hanno ripetutamente interpellato la community circa potenziali problemi di double spending di

Nano, un bug tutto da provare, ma la cui esistenza non può essere esclusa già a priori

se si considera la particolare natura asincrona della blockchain di Nano, il cui meccanismo di conferma nelle transazioni è per giunta fulmineo.

La parola spetta adesso alle autorità italiane, i cui inquirenti si ritroveranno davanti ad una fattispecie giuridica unica nel suo genere in Italia, e la cui telenovela con scambi di accuse reciproche tra le parti interessate è soltanto all’inizio.

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