Ebay molla Paypal: record in Borsa e nuova sfida ad Amazon

Ebay molla Paypal: record in Borsa e nuova sfida ad Amazon

Mercoledì 31 gennaio un sodalizio si è rotto: eBay ha annunciato ufficialmente di voler abbandonare PayPal come hub principale di pagamenti a favore di Adyen, un’azienda molto più piccola con sede ad Amsterdam, che offre un sistema di pagamento back-end del quale già usufruiscono clienti come Uber, Netflix e Spotify.

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Minori spese per i venditori della piattaforma, maggior controllo delle finanze e, per gli acquirenti, più opzioni di pagamento (oltre 150 valute e 200 metodi di pagamento supportati) e un check out più rapido: questi i motivi addotti da eBay per giustificare la propria scelta.

L’implementazione del nuovo sistema sarà graduale: dalla seconda metà del 2018, quando sarà disponibili nei soli Stati Uniti, fino al 2021, data entro la quale eBay prevede di aver terminato la migrazione verso il nuovo sistema di pagamento (che per eBay significherà anche una maggior percentuale di incasso sulle transazioni).

Naturalmente PayPal, che fino al 2015 era stata una cosa sola con il gigante dell’e-commerce (eBay la acquisì nel 2002), resterà un’opzione di pagamento valida, almeno fino al 2023, data di scadenza dell’attuale partnership tra le due società.

Dal punto di vista delle quotazioni, le conseguenze non si sono fatte attendere, e mentre ieri eBay ha compiuto un balzo del 14%, vale a dire a $ 46,22, PayPal è sceso oltre l’8%, a $ 78,40 (ore 11 di oggi).

Il CFO di PayPal John Rainey ha replicato alla notizia parlando di “allarmismo ingiustificato”: “Non è stato detto nulla di cui non fossimo già a conoscenza. Semplicemente, si apre un nuovo capitolo”, ha dichiarato alla CNBC. Ha poi spiegato che, per entrambe le aziende, l’accordo restrittivo e privilegiato che le legava era nato già con una data di scadenza, per poter permettere a entrambe, al momento giusto, di esplorare partnership con altre società.

Ancora più ottimista, il CEO Daniel Schulman ha dichiarato che il distanziamento da eBay è “il miglior risultato possibile per PayPal”: “è sempre stato nei nostri piani e stiamo bene ora che siamo certi della direzione che stiamo percorrendo”.

E sul fronte Amazon?

Il marketplace rivale è in queste ore sotto i riflettori per la polemica suscitata dal braccialetto “per monitorare i dipendenti”. In realtà il clamore è – almeno per ora – del tutto sovradimensionato. La notizia, semplicemente, è l’approvazione del brevetto depositato da Amazon nel 2016 per un bracciale progettato per tracciare dove si trovano le mani di un dipendente in rapporto ai contenitori dell’inventario, in modo da fornire feedback nel caso la merce venisse riposta in modo sbagliato. Non si sa se l’oggetto entrerà effettivamente in produzione e in che modo verrà utilizzato, ma la natura fantascientifica dell’oggetto e la sua potenziale pervasività hanno scatenato reazioni di allarme in tutto il mondo, Italia compresa.

Le polemiche però non sembrano turbare eccessivamente l’impresa di Seattle, che al momento va decisamente a gonfie vele. Nel 2017, anche grazie al servizio Prime, le sue vendite sono aumentate di quasi un terzo, con un ricavo annuale di $ 177,9 miliardi, mentre gli utili hanno raggiunto quota $ 3 miliardi contro i $ 2,4 miliardi del 2016. Con l’apice in occasione dello shopping natalizio, naturalmente.

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